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  13.11.2018 Ferienhaus Ostsee
   

Indice
Definizione
Vantaggi dell'automonitoraggio glicemico
Glucometro: componenti
Utilizzo
Quando e quanto spesso effettuare la misurazione
Accuratezza dei risultati forniti dal glucometro

Definizione
Il glucometro (o reflettometro) è un dispositivo medico portatile in grado di stimare con buona approssimazione il tasso di glucosio nel sangue, rivolto a soggetti sottoposti a terapia insulinica e non:  è uno strumento diagnostico per la misurazione della glicemia, ovvero della concentrazione di glucosio nel sangue ed è infatti utilizzato soprattutto dai pazienti affetti da diabete mellito.
Permette l'automonitoraggio domestico della glicemia, il cardine di una terapia per il diabete ragionevole e ragionata. Tramite il corretto utilizzo del glucometro, infatti, il paziente è in grado di valutare in prima persona i propri livelli glicemici, aggiustando all'occorrenza la terapia nutrizionale, l'esercizio fisico ed il trattamento farmacologico.

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Vantaggi dell'automonitoraggio glicemico
1. Adeguamento della terapia ipoglicemizzante ai valori glicemici mostrati dal glucometro.

Ciò permette di:

  • valutare l'appropriatezza dello schema insulinico adottato e l'efficacia nel tempo delle unità insuliniche autosomministrate (a seconda del tipo e della quantità di insulina)
  • prevenire gli episodi di ipoglicemia ed iperglicemia
  • intervenire in modo mirato e tempestivo in situazioni di scarso controllo del diabete, riducendo l'entità e la frequenza delle escursioni glicemiche
  • aumentare la sicurezza per sé e per gli altri (pensiamo al rischio di subire una grave crisi ipoglicemica mentre si guida o si utilizzano macchinari)
  • nel complesso, prevenire o comunque ritardare la comparsa delle complicanze tipiche del diabete

2. Educazione alimentare e comportamentale del paziente

  • rielaborando criticamente i valori glicemici e mettendoli in relazione alla dieta, al livello di attività fisica e ad eventuali malattie in atto (anche passeggere come i tipici malanni invernali), il paziente prende coscienza dell'enorme influenza di questi fattori sui livelli glicemici. Per esempio, noterà come una dieta corretta ed un'attività fisica costante permettano di ridurre sensibilmente la glicemia e con essa le dosi di insulina necessarie; viceversa, il diabetico constaterà come lo stress psico-fisico, alcuni alimenti, la sedentarietà e le malattie possano innalzare i valori glicemici richiedendo un aumento della dose di insulina.

In poche parole l'automisurazione della glicemia fornisce indicazioni sulla correttezza delle scelte riguardo allo stile di vita ed ai farmaci, inducendolo ad adottare accorgimenti utili a ritardare, limitare e – se va bene – anche ad evitare le  complicanze, ricordandosi al riguardo che secondo alcuni studi basta anche un mese ma anche meno di iperglicemie costanti per poter provocare le complicanze.
Il monitoraggio della glicemia quindi costituisce il mezzo più attendibile per tenere i valori in modo più regolare possibile. 
Naturalmente tutti i vantaggi derivanti dal corretto utilizzo del glucometro presuppongono la collaborazione e la buona volontà del paziente nel seguire alla lettera le indicazioni mediche come pure
l'automonitoraggio glicemico effettuato attraverso il glucometro, pur stimolando l'auto-educazione e l'auto-correzione delle dosi insuliniche, non deve sostituirsi all'interazione tra specialista diabetologo e malato, anche se non bisogna negare che la convivenza con la malattia mette in condizione i pazienti diabetici più responsabili di acquisire una sensibilità tale da superare le valutazioni dello stesso diabetologo: quindi premesso che occorre tenere nel giusto peso sia le scelte del paziente, anche discusse con il diabetologo, è dovere del paziente rivolgersi al diabetologo per regolare il tipo e le dosi di insulina nei pasti e spuntini, soprattutto nel caso in cui non si riescano a raggiungere l’obiettivo del buon controllo glicemico.

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Glucometro: componenti
Per l'automonitoraggio della glicemia occorre un

  • misuratore (glucometro): uno strumento elettronico di piccole o medie dimensioni in alcuni casi simili ad un cellulare, munito di un display (a volte touch screen) dove risulta  il valore ed eventualmente l’indicazione o l’allarme dei valori circa il presentarsi di ipoglicemia o iperglicemia. Il dispositivo per l'autoprelievo non dovrebbe essere condiviso con altre persone in quanto non si perderebbe la contezza nel tempo del trend delle glicemie di quella persona. Tuttavia nei casi di emergenza lo stesso strumento può essere utilizzato da più persone  (ad esempio nell’ambito della stessa famiglia, in particolare nel caso in cui uno dei componenti ne abbia perso temporaneamente la disponibilità ed abbia bisogno di procedere alla misurazione) chiaramente adottando delle cautele come ad esempio annotare in un diario le singole glicemie. Come in tutte le cose anche nel diabete occorre buon senso per vivere meglio la malattia con la maggiore elasticità possibile al fine di non essere vittima della stessa malattia.  
  • penna pungidito: è simile ad una penna di plastica con un distanziatore in modo da (rectius cercare di) limitare il “pizzico” al momento in cui l’ago entra nella cute. 
  • aghi:  è l’accessorio del pungidito attraverso il quale si permette al sangue di uscire sulla superficie della pelle. Normalmente sono singoli ma possono anche essere molteplici contenuti in una piccola cartucciera cilindrica (con 7 o otto aghi).  L’uso degli aghi è limitato ad una sola volta anche se molti pazienti utilizzano lo stesso ago più volte (anche per più giorni) senza riportare infezioni batteriche considerato che la puntura è superficiale (meno che sottocutanea !).
  • strisce reattive o cartucce: l’utilizzo è limitato ad un solo prelievo; sono singole o contenute in un nastro contenuto in una piccola cartuccia che può arrivare fino a 50 campioni, esaurita la quale si procede alla sua sostituzione. Le strisce reattive è possibile acquistarle presso le farmacie anche se sono dispensate dal servizio sanitario. Occorre utilizzare strisce reattive compatibili con il modello di glucometro utilizzato, dal momento che ogni modello richiede un tipo specifico di cartine.  Il costo delle strisce è molto elevato, per cui bisogna fare attenzione al loro utilizzo, anche perché è frequente (se non la norma) trovare alcune strisce  all’interno delle confezioni (in genere 1 o 2) non funzionanti.  Bisogna avere cura di conservare le strisce reattive in luogo fresco, al riparo da fonti di calore, dalla luce e dall'eccessiva umidità ambientale 

 I glucometri solitamente sono venduti in kit: normalmente glucometro, penna pungidito, aghi e strisce, queste ultimi due in pochi campioni.

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Utilizzo
Il glucometro analizza una piccola goccia di sangue capillare - generalmente prelevata dal polpastrello - posta su un'apposita striscia reattiva inserita al suo interno.
Nella maggior parte dei modelli, il glucosio contenuto nel campione di sangue darà origine ad una reazione enzimatica ossidandosi grazie alla presenza dell'enzima glucosio-ossidasi nella striscia reattiva; tale ossidazione darà origine ad una variazione cromatica o ad una corrente elettrica (a seconda del modello) tradotta informaticamente nel valore glicemico corrispondente.

Per un corretto utilizzo del glucometro, occorre prendere le seguenti precauzioni:

  • lavarsi le mani con acqua e sapone, ed asciugarle accuratamente: questa operazione è importante perché in alcuni casi (soprattutto dopo che si è mangiata frutta, dolci e in genere farinacei, i valori possono risultare alterati.
  • disinfettare le mani: questa operazione è doverosa nel caso in cui si siano utilizzate le mani per lavori particolari: agresti, carpenteria, edilizia, etc. La disinfettazione, raccomandata negli anni 80, ora è ritenuta opportuna ma non necessaria considerata la superficialità della puntura: potrebbe esser sufficiente lavarsi le mani con acqua e sapone. 
  • prelevare una striscia reattiva dal contenitore e richiuderlo immediatamente
  • inserire la striscia reattiva nel misuratore ed attendere la conferma dello strumento. Per alcuni glucometri bisogna aspettare anche la conferma del codice:  N.B. bisogna fare attenzione perché molte volte ci si preleva il sangue quando ancora lo strumento sta elaborando il codice, con la conseguenza che l’operazione viene annullata con la conseguenza che bisogna ripetere il prelievo.
  • porre delicatamente una goccia di sangue capillare sulla parte reattiva (estremità libera) della striscia; questa goccia di sangue viene prelevata attraverso i detti dispositivi pungidito eseguendo una puntura su un polpastrello (tutte le dita ad eccezione del polpastrello). Per favorire la vascolarizzazione e la fuoriuscita del sangue, si consiglia di massaggiare delicatamente il polpastrello prima del prelievo; inoltre è opportuno utilizzare il criterio della rotazione cambiando sempre il dito in cui si effettua il prelievo. Anche se la quantità assorbita dal misuratore è minima bisogna fare attenzione a prelevare un campione sufficiente di sangue da deporre sulla striscia.
  • Attendere la conferma di adeguatezza del campione (che potrebbe essere insufficiente) da parte del glucometro e leggere sul display il valore della glicemia misurato. I tempi d'attesa, mediamente, sono tra i 5 e i 10 secondi ad analizzare il campione di sangue prelevato, mentre i primi modelli impiegavano circa 30 secondi.
  • Annotare il valore glicemico sul proprio diario ed adeguare eventualmente la terapia secondo quanto prescritto dal medico. Molti glucometri permettono di conservare nella memoria interna al dispositivo i valori di svariate decine di misurazioni glicemiche, e di trasferirli al proprio computer tramite cavo usb; ancora, alcuni modelli traducono questi valori in grafici mostrando per esempio la glicemia media giornaliera e l'ampiezza delle escursioni glicemiche quotidiane.

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Quando e quanto spesso effettuare la misurazione
In genere, l'automonitoraggio tramite strisce reattive è raccomandato per tre o quattro volte al giorno secondo lo schema prescritto dal medico. Si tratta comunque di una indicazione di massima, variabile ad esempio in base al tipo di diabete (1 o 2) e alla terapia farmacologica intrapresa.
Uno schema tra i più utilizzati si basa su quattro determinazioni glicemiche giornaliere: al mattino a digiuno e due ore dopo ciascun pasto (colazione, pranzo e cena).
E’ raccomandabile effettuare la glicemia verso le ore 24,00 prima di coricarsi in quanto sono già trascorse due o tre ore dalla cena per cui si avrà la situazione che si manterrà nel corso della notte potendo quindi intervenire al riguardo mangiando una frutta qualora i valori siano inferiori a 100 mg. oppure fare insulina integrativa qualora i valori siano superiori a 180 mg. (la soglia oltre la quale  si avrà il travaso di zucchero nell’urina). 

In linea generale, si consiglia di aumentare il numero di misurazioni glicemiche tramite glucometro quando:
Si pratica più attività fisica o meno attività fisica:

  • malattia (in particolare febbre o infezioni all’apparato respiratorio – ad es. mal di gola - che possono sfociare in febbre) o stress;
  • modifiche alla routine o alle abitudini alimentari, per es. in viaggio;
  • modifica o correzione della dose di insulina o dei medicinali;
  • sintomi di ipoglicemia e iperglicemia;
  • sudorazione notturna (sintomi di ipoglicemia) o mal di testa la mattina (sintomi di ipoglicemia e iperglicemia).


E’ comunque raccomandabile che l'automonitoraggio venga periodicamente integrato con l'analisi della glicemia tradizionale sul plasma tramite prelievo ospedaliero; in questo modo è possibile confrontare i dati ed assicurarsi che il glucometro funzioni correttamente (a tale scopo effettuare le due misurazioni allo stesso orario e stato di nutrizione, o meglio ancora automonitorare la glicemia con glucometro e strisce reattive immediatamente prima o subito dopo il prelievo ospedaliero).

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Accuratezza dei risultati forniti dal glucometro

I sistemi di monitoraggio domiciliare della glicemia (i glucometri) per essere immessi in commercio devono rispondere a una normativa Europea, devono avere il cosiddetto marchio CE. Al momento tali norme (UNI EN ISO 15197) definiscono l’accuratezza di un glucometro che impone i seguenti criteri:
nel 95% delle rilevazioni i valori devono essere :

  1. entro + o – 15% mg dal dato di riferimento per glicemie inferiori a 75 mg (ad esempio per un valore reale di 70 mg/dl sono accettabili le misure comprese tra 55 e 85 mg/dl.)
  2. entro + o - 20% mg dal dato di riferimento per glicemie superiori a 75 mg (in altre parole per un valore reale di 150 mg/dl è accettabile un valore che va da 120 a 180 mg/dl)


Se effettuata nel pieno rispetto delle norme di corretto utilizzo dettate dal produttore, la stima della glicemia attraverso strisce reattive e glucometro portatile risulta particolarmente accurata in quanto a differenza di altri tecnologie - laddove la misurazione viene eseguita sugli interstizi vascolari con i fisiologici ritardi sulla misurazione - la misurazione viene fatta direttamente a livello ematico, quindi sul campione del sangue.
La misurazione del tasso glicemico avviene tramite la quantificazione della reazione enzimatica di ossidazione del glucosio, proporzionale alla sua concentrazione nel sangue ed operata dall'enzimaglucosio ossidasi.  Nel metodo reflettometrico, che caratterizza i reflettometri, viene misurata l'intensità del colore delcromogeno generato dalla reazione, mentre nel metodo impedenziometrico viene misurata la conduttività elettrica del sangue stesso, indotta dalla corrente generata dalla reazione di ossidoriduzione stessa: in altre parole il glucosio presente nel sangue si mescola con il reagente presente nella striscia reattiva generando corrente elettrica che viene rilevata da un trasduttore. La quantità di corrente dipende dalla quantità di glucosio presente nel campione. Per cui in base alla quantità di corrente viene quantizzata la glicemia (metodo amperometro). 
I progressi tecnologici degli ultimi anni hanno infatti permesso di aumentare sensibilmente l'attendibilità della misura, anche in condizioni particolari. Tra queste, il valore di ematocrito, che quando particolarmente basso (< 10-20%) o eccessivamente alto (> 60-65%) potrebbe - a seconda del modello - rendere inaccurata la stima della concentrazione di glucosio nel sangue (sovra o sottostimandola indicativamente di un 10-15%). Analogo discorso per valori glicemici estremamente elevati od estremamente bassi.
Anche la temperatura di esercizio è importante: un ambiente troppo freddo (< 10°C) o troppo caldo (> 40°C) potrebbe falsare i valori glicemici restituiti dall'apparecchio; analogo discorso per i valori di altitudine ed umidità ambientale.
Infine, possono esservi delle differenze importanti in base al tipo di strisce reattive utilizzate, anche se prodotte dalla stessa azienda e dello stesso modello (possibile variazione da lotto a lotto). A tale scopo, alcuni glucometri richiedono di inserire il codice od il chip presente nella confezione per autocalibrarsi in base alle caratteristiche delle strisce reattive utilizzate, anche se questa prassi per molti prodotti è caduta in disuso in quanto il codice è diventato unico; altri strumenti sono in grado di rilevare autonomamente questo dato. In caso di procedura automatica (inserimento del chip o rilevazione automatica) è comunque importante accertarsi che il glucometro visualizzi lo stesso codice riportato sulla confezione delle strisce (che per alcune case farmaceutiche è ormai diventato unico). Tutte queste operazioni di taratura devono essere ripetute all'atto di apertura ed utilizzo di una nuova confezione di strisce reattive.
Per tutte queste ragioni, l'affidabilità del glucometro risulta accettabile quando il suo impiego è confinato all'automonitoraggio della glicemia, mentre risulta insufficiente per quanto concerne l'impiego per la diagnosi di diabete, di IFG (alterata glicemia a digiuno) o di IGT (ridotta tolleranza al glucosio). In altre parole, il glucometro deve essere utilizzato soltanto per testare il glucosio nel sangue e solo con campioni di sangue intero capillare.
Non può essere usato per la diagnosi del diabete per la quale occorre una analisi specifica (emoglobina glicosilata Hba1 associata al peptide C + altri marcatori.

Per il buon funzionamento dello strumento occorre:

  1. una pulizia regolarmente del lettore mediante un cotton fioc;
  2. verificare lo stato delle batterie sostituendole immediatamente quando vengono segnalate come scariche

È possibile verificare la precisione di tutti i glucometri con gocce di liquido specifico per l'apparecchio, dette soluzione di controllo, quando si ritiene che il dispositivo o le strisce reattive non funzionino  adeguatamente.

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Fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Glucometro
http://www.clickfarma.it/prodotti-per-diabetici/22-glucometri
http://forum.corriere.it/diabete/21-01-2014/attendibilita-glucometri-2458520.html
http://www.my-personaltrainer.it/salute/glucometro.html