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  18.10.2018 Ferienhaus Ostsee
   

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Beneficiari
Il trattamento economico e previdenziale
Procedura

Per congedo di paternità (erroneamente chiamato anche permesso) si intende l'astensione dal lavoro da parte del lavoratore padre per tutta la durata del  congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice madre nei casi di:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del  figlio da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre.


Inoltre, la recente riforma del lavoro (Legge n. 92/2012 cosiddetta riforma Fornero), al fine di  favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia, ha previsto che i lavoratori padri, entro i primi 5 mesi di vita  del bambino, avranno il diritto di richiedere tre giorni consecutivi di assenza dal lavoro senza decurtazione di stipendio.

La durata complessiva del congedo di paternità è pari a quello di maternità o per la parte residua qualora la madre ne abbia già usufruito.
La Legge n. 92/2012 ha stabilito che anche il papà, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, ha diritto a tre giorni di congedo da  fruire entro i primi 5 mesi del bambino/a. Il primo di questi giorni è obbligatorio e si somma a tutto il congedo spettante alla madre. Il secondo ed il terzo  giorno, invece, sono alternativi al congedo della madre: questo vuol dire che se il padre ne usufruisce la madre dovrà ridurre di due giorni i cinque mesi di  congedo.

Questa sperimentazione non si applica ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, come recentemente stabilito da un parere del Dipartimento della  Funzione Pubblica.

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Beneficiari
La disciplina è rivolta a tutti lavoratori dipendenti, compresi quelli di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, i lavoratori parasubordinati nonché  quelli con contratto di apprendistato e i soci di società cooperative.

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Il trattamento economico e previdenziale
Il congedo di paternità:

  • va computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ecc.);
  • va considerato come periodo lavorativo ai fini della progressione di carriera;
  • dà diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo, salvo che la contrattazione collettiva del comparto di  appartenenza non preveda un trattamento più favorevole (ad es. nel settore pubblico, questa indennità è pari al 100% della retribuzione).

 
Ai fini della pensione, il periodo di congedo viene conteggiato per intero con l’accredito dei contributi figurativi (ossia i contributi accreditati, senza oneri a  carico del lavoratore, per periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa, come nel caso del congedo di paternità).

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Procedura
 Per ottenere il congedo di paternità e la relativa indennità il lavoratore deve:

  • presentare al datore di lavoro la domanda di congedo con uno dei seguenti allegati (vedi schema allegato):
  • la certificazione relativa alla morte della madre;
  • oppure la certificazione medica attestante lo stato di grave infermità della madre;
  • la condizione di abbandono (del figlio da parte della madre), invece, deve essere contenuta in una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà scritta dal  lavoratore padre                                                           

I lavoratori stagionali, gli operai agricoli, i lavoratori dello spettacolo saltuari o a termine, i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, i lavoratori  disoccupati o sospesi possono presentare la domanda  presso le strutture territoriali dell’INPS o presso i patronati. 

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Fonti
http://www.diabete.it/dossier/index.asp
http://www.dirittierisposte.it/