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Le ipoglicemie se non esistessero bisognerebbe inventarle - Diabetescore
Roma 15 °C
  15.12.2018 Ferienhaus Ostsee
   

Qualche anno fa mi trovavo  a Torino per  lavoro.  La  glicemia  in  quel  periodo non  era  molto  controllata. Per  cercare di  compensare le  iperglicemie continue  facevo insulina molto  più di  quella  dovuta per  cui mi ritrovavo puntualmente in  ipoglicemia.
Una notte mi svegliai tutto sudato e incominciai a lanciare lo yogurt -  ebbene sì  quello  da  mezzo chilo, bianco e per giunta cremoso  !!! -  in aria ... stampandosi su una  parete della  cucin, a di colore rosa. Dopo il  lancio divenne a pois con  tanti macchie multiforme, che di certo stonavano con il rosa.  Per cui decido di ripulire la parete.

Il problema è che su Torino grava aria insalubre per l’alto tasso di smog delle auto, per cui la parete si era ombrata di nero fuliggine (da premettere che il muro era stato riverniciato circa sei prima !). Per cui  cercando di ripulire con una pezzetta bagnata vado a peggiorare le cose:  si forma una striscia nera, bianca sullo sfondo rosa ...  un orrore !!!!

Per finire:  quando ho lasciato detta casa, circa dopo tre mesi, mi sarei messo sotto terra per la vergogna, dando le colpa allo smog, ai bambini (che non avevo !!!), alle zanzare …  ma ormai  “alea iacta est” (il dato è tratto) come disse Giulio Cesare.

Una volta ricordo di aver preso a schiaffi la mia ex ragazza, senza un motivo, la quale poverina cercava di darmi la cioccolata, tra l’altro di cui vado ghiotto e me mangio in  buona quantità.
Voi penserete ... "Ex" giustificata .... ma voglio rassicurare tutti i maschietti diabetici che la storia è finita per altri motivi !!!!
E' vero che ci sono cose che sembrano non possano capirsi o meglio cose che si capiscono solo se sei diabetico: quello che passa nel cervello quando manca lo zucchero è qualcosa di indescrivibile: si viene colti da raptus  improvvisi e irrazionali; s’incomincia a fare dei ragionamenti assurdi: una volta mi è capitato di essere diventato una auto, nel senso che non riuscivo a camminare perchè mi si era rotta la marcia e più cercavo di spingere in avanti la mano (per mettere una inesistente marcia, “virtuale”, più stavo fermo e più mi contorcevo nel letto fino al risveglio (momento magico in cui l’adrenalina riprende il sopravvento e ti fa tornare quel lampo di lucidità utile per andare a mangiare qualcosa). Un’altra volta invece ero diventato un computer e i conti su un foglio di excel non tornavano: ripetevo all’infinito nella mente "eppure il risultato è giusto ma perchè i conti non tornano" ... fino al risveglio ... fino a raggiungere un balume di lucidità.
Di  certo  sussiste un  malessere  latente imputabile  a questa  maledetta malattia che riesce a trasformare il propio  IO  ma soprattutto facendo  emergere  l'animale  tipico  dell’essere umano: è inutile nasconderlo anche l’uomo è una forma di animale più evoluta ove il cervello è rivestito di una membrana trasparente che ci fa essere trasparire per quello che veramente siamo e pensiamo mettendoci a nudo. L'ipocrisia scompare d'incanto e parliamo sparliamo - molte volte a sproposito.
Con il diabete, durante le ipoglicemie, in molte persone (credo un buon 70%) questo velo cade ed emerge quello che pensiamo, facendo trasparire un nervosismo latente che in molti casi trova radice nel fatto di non aver accettato questa malattia e soprattutto perchè si è arrabbiati con tutti quei medici che ti dicono che a breve sarà trovata la soluzione (anche se mi convinco sempre di più che la soluzione esiste ma per interessi economici non viene divulgata !) .

Un giorno mi ritrovo ospite a casa di mio zio a saltare sul letto agitando un cuscino  per l’aria e dicendo ad alta voce cose senza senso .. ma non per me !!! … tra le facce incredule dei miei cugini e dei miei zii i quali mi guardavano con occhi sbarrati senza parole ... mio zio poi mi ha confessato che stava per chiamare l’esorcista:  nell’occasione avevo fatto il giorno prima molto sport per cui di notte me ne ero andato in  ipo  e  i miei zii per ovvie ragioni .... da quel giorno capirono .... fino a che punto ero diabetico !! meno male che non avevo detto cose compromettenti rimanendo la stima nei miei confronti inalterata (si fa per dire !)

Un’altra volta mi sono fatto chilometri su una strada di montagna in piena ipoglicemia fino al punto di fermarmi su una curva che domina un immenso panorama  (c’era  parcheggio !!), scendere dall’auto e addormentarmi su un sasso infreddolito dalla neve tutt’intorno.  Al risveglio – qualche minuto dopo – per effetto dell’adrenalina risalgo in auto e capendo di avere una ipoglicemia prendo un po’ di zucchero (che fortunatamente avevo appresso) fino a riprendermi del tutto.

A ripensarci rabbrividisco .. ma che avete capito.... dal freddo della neve ovviamente !!    

Nella mia vita (ormai sono diabetico dal 1964 quando avevo appena 11 anni) ho avuto delle ipoglicemie da coma poche volte, forse una decina e posso assicurare che il risveglio è una cosa, tragicamente bellissima: sembra di essere tornati dall’oltretomba ! sì di resuscitare ... le informazioni incominciano a circolare nel cervello, s’incomincia a rendersi conto della luce ... il nero incomincia a dissolversi lentamente. S’incomincia ad avvertire il sangue che incomincia a scorrere nelle vene; il sistema nervoso incomincia a riprendere vitalità e s’incominciano a coordinare i movimenti. Le equazioni matematiche che prima frullavano per la testa  senza trovare una soluzione, ora incominciano a  quadrare (tornano i conti !!).  Tutti quei ragionamenti virtuali spariscono, ovviamente senza trovare una ragione.
Si avverte una sensazione di piacere  e di gioia per la vita che riprende colore intorno a noi .... e tutti i tasselli (a migliaia !!) nel cervello incominciano a tornare a posto fino al momento in cui ci si riprende: è questo un momento in cui ci si siede sulla sedia per capire cosa è accaduto, riprendendo dopo pochi minuti (anche un quarto d’ora a tornare nella vita frenetica di tutti i giorni e qui accade una cosa inspiegabile ...  come se non fosse successo nulla ... la mia prima crisi bella forte fu particolare: ricordo come se fosse ieri.
Ero piccolo (avevo 12 anni) e ricordo che stavo al mare in vacanza. Per cui avevo fatto molto sport. Al’improvviso senza neanche accorgermi, perdo le forze e casco per terra. Il problema è che stavo scendendo le scale, per cui me le feci tutte d’un colpo solo … il bello è che dopo i soccorsi sono subito tornato al mare a fare il bagno il brutto è che i miei fratelli mi sfottono dicendomi che sono un po’ scemo … e forse hanno ragione … ma a questo punto una domanda mi sorge spontanea … fosse imputabile a quella “scivolata” ?  tutte le scale dal primo gradino all’ultimo !!!!  che poi ancora non ho capito come possa essere accaduto visto che al mare non c’è neve … ah sì forse una buccia di banane !!

Per finire, anzi per rassicurare ... Caronte con la sua barca non l'ho mai incontrato !!! anzi ho incontrato sempre degli angeli custodi che mia hanno sempre aiutato ... e non è poco